Ruota in acqua

Pubblicato: 10 febbraio 2011 in Senza categoria

 

Ho avuto troppa fiducia nelle mie convinzioni, le cose cambiano,

arriva il silenzio e da quel momento tutto ciò che si è fatto o detto

va analizzato per il tempo che resta, non do

più niente per scontato, non conosco

più l’animale che non stia adesso Comunicando

con me, vedo fantasmi antichi e nuovissimi

embrioni convivere, sembra un grido, il mio,

di dolore e solitudine, alle orecchie di chi non digerisce

un sussurro, ssssssssssssssssssssssssssilenzio,

guardami attraverso, perché non sono ciò che vedi.

Guarda bene, attraverso il fiume.

24 FINESTRINI al SECONDO

Pubblicato: 8 febbraio 2011 in Senza categoria

Il film è un treno che passa, attraverso i finestrini, attraverso il treno in corsa, vediamo un mondo plausibile, il treno è la pellicola i finestrini sono fotogrammi, 24 finestrini al secondo, un razzo.

- Film in anteprima sul binario 7 allontanarsi dalla linea gialla.

Tutto ciò che il treno contiene, passeggeri, controllori, macchinisti, arredi, è ciò che rende possibile il film, la maestranza, l’arte, l’industria cinematografica.

Non dobbiamo guardare cosa c’è dentro il treno, dobbiamo guardare attraverso, qui è la vita, lì è il sogno o parte del sogno.

- Poveraccio, la moglie lo ha lasciato per uno più giovane e lui si è buttato sotto un film.

che faccio lascio?

Pubblicato: 8 febbraio 2011 in Senza categoria

————————stop_____________nuovo———————-

FINALE

Pubblicato: 3 febbraio 2011 in Senza categoria

Non cammino ma corro, alla volta di un nuovo inizio.

con rinnovata energia e senso consapevole, senza rallentare contro l’anta

massiccia, crolla tutto il mondo dietro i passi inequivocabili di ariete serio.

vibra il timpano per l’incitante urlo rosso, australiano direi.

l’urlo che rende ciechi, l’urlo che cancella.

preparazione.

il morso del drago continua a sanguinare.

IO SONO S

Al centro dei rispettivi universi?

Pubblicato: 14 gennaio 2011 in Senza categoria

Prima della creazione, i due si incontrano nello spazio che attraversa i loro rispettivi universi

- sono l’uomo al centro dell’universo, padre dell’universo, i miei limiti sono qui, lo spazio tra di noi, per esempio. tu, sei la donna al centro dell’universo? sei il complemento, il letto di questo fiume, sei la madre dell’universo?

Lei si scosta, non offrendo le labbra alle labbra, il bacio muore sulla guancia, il seme si spegne sulla roccia nuda.

- inequivocabile.

Sospiro.

- quanti respiri rimarranno a questo corpo…

ho parlato a lungo, no, non muore oggi l’universo, oggi, l’universo … non nasce.

… e così ancora noi aspettiamo il messia, accettando umili il nostro ruolo di profeti.

Ora.

Un incontro, incontro bellissimo, i due per natura sono molto amici, lui dice:

- Mi hai capito?

Pur speranzoso, è serio, coinciso, trovare la giusta frase da dire in questa circostanza, un’occupazione a cui si dedicava da sempre, lo aveva condotto a quella semplice domanda. Che lei capisca o meno il discorso, la comunicazione non viene interrotta, in questo istante si compie il miracolo della creazione.

- Non so.

Lei, non riesce a fidarsi, la sua parte maschile la vuole tutta per se.

- Io mi sono capito, non del tutto, mi voglio bene.

Qui lui parla di se con l’amore che vuole dare anche a lei, si abbracciano, lui le accarezza i capelli, lei lo stringe.

- Mi hai capito?

Non lo dice normalmente, è una caricatura di frase, strana, come un mantra.

- Non lo so.

Ancora lei ma più distesa.

Entrambi sono in mezzo all’oceano, tante cose, tutte.

entusiasmante conversazione, sembra che tutto sia possibile, manca tanto così.

- Mi hai capito?

Ripete lui senza farci caso.

- Pensi che sia possibile determinare con esattezza che quello che ho pensato di aver capito corrisponda a ciò che tu hai pensato o pensi?

Un bel maschietto, non c’è che dire, gran donna.

- Om, ti voglio bene.

Una femminuccia, un vero uomo.

Le parti sono invertite, si adorano ma non si sposano perché già sposi alchemici di loro stessi, il grande salto.

- Mi hai capito?

Gli occhi sono attenti, è il mago che parla alla sacerdotessa, il sole alla luna.

Lei sorride, è felice di avere questo dialogo, lo guarda.

- Non so.

Direi che qui andrebbe bene un abbraccio in primo piano ed un particolare di un bacio sulle labbra.

- Dio.

Sospiro prima del lancio.

- Sono l’uomo al centro dell’universo, sei tu la donna al centro dell’universo?

- Mi hai capito?

appunto, la domanda iniziale.

Ora lei risponderà, sono giunti al bivio.

Qualsiasi risposta non affermativa è negativa, la destra e la sinistra non si fondono più, il sogno si interrompe,

ADESSO.

il corridoio appare agli occhi ormai abituati al buio, non è lunghissimo, non è angusto come si vociferava, ma è il giusto momento per continuare l’esplorazione della casa.

Se fossi in lui, a questo punto proverei a fare l’amore con lei.

La vita è adesso.

- Due universi distinti, che confinano solo nei punti di contatto dei nostri corpi. Aumentiamo la superficie, creiamo qualcosa di più grande dell’universo stesso che componiamo.

Mi hai capito.

Chi dorme di giorno parla male degli altri.

Più grande è la curiosità maggiore è il rischio che comporta.

Dio aiutami.

Non credo nell’esistenza degli altri esseri come universi, sono convinto in maniera quasi ferma che la materia si componga di cose belle e cose care, in quanto facente parte dell’universo, casa della coscienza, gli altri, pur mantenendo la posizione imperscrutabile di messaggeri divini, fanno parte dell’universo che abito in maniera attiva dall’istante del concepimento.

Tu, sei differente.

avverto la tua completa estraneità a questo universo, tuttavia avverto una magica affinità.

La creazione dell’universo ad opera di due universi, unire, addizionare, adesso.

Avverto in te l’altro, mi hai capito?

L’altro universo, ciò che non sarò mai, non voglio diventarlo, ho già un universo intero da conoscere in tutta la sua maestà divina e questo mi impegnerà tutta una vita, ma se c’è anche solo una possibilità che dall’unione di due si raggiunga…., che da io e te nasca il noi, insomma, mi hai capito?

parlo di super-coscienza che abita il super-universo, una sorta di inizio, che non ho idea di cosa porti, perché come sai non amo le cose che non esistono. ecco, due corpi finiti che si incontrano in un bacio, due labbra che si baciano, unico infinitesimale punto di contatto tra due coscienze che si srotolano, che si vaporizzano impregnando di se ogni recondito anfratto dell’universo che rispettivamente abitano, creando un nuovo grande essere che fonde in quello stesso istante.

E questo potrebbe essere l’Amore in azione, uno spirito santo, magari l’unico, magari il primo passo di una reazione a catena che fonde gli universi all’infinito e già io e te siamo più universi così ben amalgamati da distinguerne solo due.

Rendersi conto della mancanza di utilità, della totale mancanza di importanza di una cosa fondamentale.

è meraviglia che parola svilisce, danzante materia che emoziona

la vecchia scolaretta,

unico amore, tutte le cose a lei, tutte le cose lui dicendo.


IL CORRIDOIO 1 (abituare gli occhi alla nuova luce)

Pubblicato: 16 dicembre 2010 in Senza categoria

compio l’atto irreversibile nel giusto istante e nella giusta maniera.
questa è una legge della materia, non una interpretazione della coscienza.
Tale interpretazione farebbe di me un fascista qualunquista.
le molteplici interpretazioni che do all’atto che compio aiutano esclusivamente me nel conferire una sorta di eternità spirituale ad una materia che attraverso la metaforica rappresentazione di nascita e morte, continua a domandarmi cosa sia l’imperfezione.

PASSAGGI

Pubblicato: 13 dicembre 2010 in Senza categoria


Mi trovo in una stanza, una sorta di grande soggiorno finemente arredato, ci sono molti dipinti alle pareti tappezzate, lampadari, soprammobili sparsi un pò ovunque e grandi tende, i particolari da notare sono tantissimi, ed ogni particolare ha un importanza fondamentale nel lavoro che svolgo.

Non so da quanto tempo mi trovo in questa condizione, in questa stanza la relatività generale di Einstein trova una applicazione pratica di istintiva comprensione.

Sento che ciò che cerco non si trova qui, ma so che potrei sbagliarmi.

Ho percorso in lungo ed in largo la stanza alla ricerca degli indizi utili per proseguire il mio viaggio di esplorazione di questa enorme casa.

La quantità di materiale su cui lavorare è sconfinata tanto che potrei dedicare la mia esistenza alla comprensione dei soli segnali contenuti tra queste quattro mura.

Probabilmente giungerei ad una conclusione simile se non uguale sulla natura del luogo in cui sono stato inviato tuttavia, guidato dall’istinto razionale ho deciso di abbandonare questa comoda stanza, in fondo alla quale si trova una porta che, in precedenza ho esaminato.

Non c’è una serratura, dunque può essere aperta in qualsiasi momento, una porta in legno, patinata di antichità, con i polpastrelli l’ho accarezzata per assaggiarne le vibrazioni, istintivamente ho bussato con le nocche per farla vibrare insieme a me, ma non ho mai seriamente pensato di aprirla come lo penso adesso.

C’è stato forse un tempo in cui ho dato tanta importanza alla porta stessa da dimenticare le implicazioni che avrebbe avuto su me e sulla stanza l’atto di aprirla.

In quei momenti gli indizi raccolti finora in questa stanza e nelle innumerevoli stanze precedenti, conferivano verità divina alla porta che mi si parava davanti, così che io non provassi ad avvicinarmi e men che meno ad aprirla.

Oggi i miei sentimenti sono mutati, davanti a me vedo una porta di legno antica e pesante, che posso aprire e dunque aprirò.

Dietro di me, una stanza odorosa di vecchio, amata nell’atto di assimilarne la voce silenziosa degli arredi, ormai polverosi.

Il tempo è infine giunto.

Seguendo quello che definisco l’istinto razionale riesco in qualche maniera ad immaginarmi la situazione che potrebbe apparirmi dall’altra parte, una volta varcato questo cancello.

Immaginare ed in qualche maniera anticipare ciò che accadrà è possibile grazie all’attento studio dei segnali che incontriamo lungo la via, pur essendo convinto dell’inesistenza del futuro, cerco di crearlo nella mia testa, perché i segnali, che appartengono ad una lettura passata, influiscono su di me e sull’architettura stessa

della casa, modificandone la struttura degli ambienti a me ancora sconosciuti.

Abbiamo le stesse probabilità di incontrare una carta pescando, da un mazzo di tarocchi precedentemente mescolato, la prima in alto piuttosto che quella in mezzo o la terza partendo dal basso, tuttavia cercando accuratamente tra le carte sul tavolo, quella giusta per noi, stiamo infondendo al gesto tutta l’influenza che la nostra esperienza passata gioca nella creazione di un futuro coerente con le precedenti intuizioni.

La carta non ancora voltata è tutte le carte del mazzo.

La fotografia mai scattata è l’esistanza intera dell’universo.

Questo processo deriva da un insieme di cognizione razionale ed istinto primordiale, il sapere viene utilizzato per compiere l’atto di non ricadere nell’errore precedente, mentre il sentire viene utilizzato per aprire un varco tra il conosciuto e ciò che ancora può essere appreso.

Le due potenzialità utilizzate all’unisono producono una visione che risulta coerente, ma rimane tuttavia una mera visione, ciò che mi aspetta al di la di questa porta rimarrà sconosciuta nonostante gli sforzi premonitivi

fino al momento in cui attraverserò fisicamente il varco.

Ciò a cui sono maggiormente predisposto mentalmente è un lungo corridoio.

Che si snoda alla mia destra ed alla mia sinistra.

Lo studio che finora ho condotto mi pone subito dinnanzi ad una scelta obbligata.

Le mie deduzioni figurano il lungo corridoio come un oscuro cunicolo senza porte, tranne quella che comunica con la stanza in cui mi trovo, che posta presumibilmente al centro conferisce alla scelta una uguale valenza da un punto di vista materiale.

Potrei forse trovare il nulla dietro questa porta, la morte che inseguo dal momento in cui sono stato inviato qui.

Non mi interessa trovare ma mi appassiono a cercare.

Oggi aprirò quella porta e gioirò nel dirigere i miei passi nel senso che l’universo mi indicherà.