Sogno VIII La Justice

Pubblicato: 29 aprile 2010 in Senza categoria

Figlio della luce abitua le pupille ai forti raggi di oscurità e comincia a vedere.
Comincia a parlare ed a sognare.
Simone dice no ai capricci di bambino.
Ma di lui si porta dietro le paure inflitte dalle altrui aspettative.
Credo si trovasse su di una nave, quando propose una lettura ad una ragazza, probabilmente argentina, che stranamente gli faceva pensare ad un’antica tradizione familiare esoterica.
Pensò ad una vecchia nonna dedita ad occulte liturgie a base di fuoco merda e sangue.
Nel suo cuore mosso da nobili propositi l’energia del curatore ma nel suo spirito un atomo di vanità, una molecola di velleità artistica, un tessuto di orgoglio.
Insomma un tumore che non sarebbe potuto passare inosservato agli occhi gelidi ed accusatrici della candidata.

– Conosci l’opera di Jodorowsky?

Chiede lui pronunciando la J in francese.

– Jodorowsky!?

Risponde lei seccata ed alquanto saccente in perfetta cadenza sudamericana.

– Certo che lo conosco, ma sappi che sui tarocchi egli non dice tutto quello che sa ed a volte parla ed agisce pur non sapendo tutto quello che dice.

Simone non è d’accordo, non tanto con il pensiero di questa donna che con il passare dei secondi si trasforma in una presenza indefinibile e potente, ma con l’esposizione astiosa nei confronti di una brava persona come il suo amico Alejandro.
Lei dal canto suo, tira fuori un mazzo di carte sconosciute, oscure, indefinibili e cangianti.
Create da esseri oltre umani.
Ne butta cinque in terra, tutte e cinque insieme come fossero un’unica carta pesantissima, con violenza e noncuranza, come si lancia un pugnale su una tavola di legno.
Tarocchi strani, vivi ed inquietanti.
I colori freddi di figure da un altro mondo e gli occhi severi o forse addirittura santi o perfidi della lettrice lo fanno trasalire.

– Ecco, questi sono i Tarocchi,
questo è il vero volto.

Simone non li guarda che con la coda dell’occhio, paura di questa strega o paura di se stesso?
Cerca di cambiare quelle forme, si sforza di trovare in quelle figure i suoi ormai familiari arcani marsigliesi ma invano.
Troppo potere per i suoi occhi preconcettuali.
Per un istante intravede il matto, rapido come un battito di ciglia, poi una figura femminile austera, chissà forse la papessa, no, assomiglia alla bruja argentina che ha davanti, ma chi sarà mai.

Simone si sveglia, riflette e un po’ si vergogna di non essere stato all’altezza dell’incontro.
Per ignoranza non ha riconosciuto, per paura è scappato via da un incontro così importante.
Voleva leggere le carte durante l’ultima notte dell’ottavo mese all’incarnazione onirica dell’ottava carta del mazzo.

E quando la giustizia in persona gli ha concesso l’onore di dargli un segno della sua sconfinata saggezza lui è scappato come una piccola scimmia minacciata da una torcia.
Facili giudizi dettati dall’ignoranza, potrebbero farti vedere crudeltà dove invece abita stabile imparzialità.
Primo passo sconfiggere le stupide paure, le ignoranti superstizioni demoniache della magia nera, esoterismo alcolico, occultismo autodistruttivo, saccente e nozionista.
Imparare l’umiltà, per cercare di comprendere l’amore veramente e non per sentirsi parte di un club più esclusivo.

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