Al centro dei rispettivi universi?

Pubblicato: 14 gennaio 2011 in Senza categoria

Prima della creazione, i due si incontrano nello spazio che attraversa i loro rispettivi universi

– sono l’uomo al centro dell’universo, padre dell’universo, i miei limiti sono qui, lo spazio tra di noi, per esempio. tu, sei la donna al centro dell’universo? sei il complemento, il letto di questo fiume, sei la madre dell’universo?

Lei si scosta, non offrendo le labbra alle labbra, il bacio muore sulla guancia, il seme si spegne sulla roccia nuda.

– inequivocabile.

Sospiro.

– quanti respiri rimarranno a questo corpo…

ho parlato a lungo, no, non muore oggi l’universo, oggi, l’universo … non nasce.

… e così ancora noi aspettiamo il messia, accettando umili il nostro ruolo di profeti.

Ora.

Un incontro, incontro bellissimo, i due per natura sono molto amici, lui dice:

– Mi hai capito?

Pur speranzoso, è serio, coinciso, trovare la giusta frase da dire in questa circostanza, un’occupazione a cui si dedicava da sempre, lo aveva condotto a quella semplice domanda. Che lei capisca o meno il discorso, la comunicazione non viene interrotta, in questo istante si compie il miracolo della creazione.

– Non so.

Lei, non riesce a fidarsi, la sua parte maschile la vuole tutta per se.

– Io mi sono capito, non del tutto, mi voglio bene.

Qui lui parla di se con l’amore che vuole dare anche a lei, si abbracciano, lui le accarezza i capelli, lei lo stringe.

– Mi hai capito?

Non lo dice normalmente, è una caricatura di frase, strana, come un mantra.

– Non lo so.

Ancora lei ma più distesa.

Entrambi sono in mezzo all’oceano, tante cose, tutte.

entusiasmante conversazione, sembra che tutto sia possibile, manca tanto così.

– Mi hai capito?

Ripete lui senza farci caso.

– Pensi che sia possibile determinare con esattezza che quello che ho pensato di aver capito corrisponda a ciò che tu hai pensato o pensi?

Un bel maschietto, non c’è che dire, gran donna.

– Om, ti voglio bene.

Una femminuccia, un vero uomo.

Le parti sono invertite, si adorano ma non si sposano perché già sposi alchemici di loro stessi, il grande salto.

– Mi hai capito?

Gli occhi sono attenti, è il mago che parla alla sacerdotessa, il sole alla luna.

Lei sorride, è felice di avere questo dialogo, lo guarda.

– Non so.

Direi che qui andrebbe bene un abbraccio in primo piano ed un particolare di un bacio sulle labbra.

– Dio.

Sospiro prima del lancio.

– Sono l’uomo al centro dell’universo, sei tu la donna al centro dell’universo?

– Mi hai capito?

appunto, la domanda iniziale.

Ora lei risponderà, sono giunti al bivio.

Qualsiasi risposta non affermativa è negativa, la destra e la sinistra non si fondono più, il sogno si interrompe,

ADESSO.

il corridoio appare agli occhi ormai abituati al buio, non è lunghissimo, non è angusto come si vociferava, ma è il giusto momento per continuare l’esplorazione della casa.

Se fossi in lui, a questo punto proverei a fare l’amore con lei.

La vita è adesso.

– Due universi distinti, che confinano solo nei punti di contatto dei nostri corpi. Aumentiamo la superficie, creiamo qualcosa di più grande dell’universo stesso che componiamo.

Mi hai capito.

Chi dorme di giorno parla male degli altri.

Più grande è la curiosità maggiore è il rischio che comporta.

Dio aiutami.

Non credo nell’esistenza degli altri esseri come universi, sono convinto in maniera quasi ferma che la materia si componga di cose belle e cose care, in quanto facente parte dell’universo, casa della coscienza, gli altri, pur mantenendo la posizione imperscrutabile di messaggeri divini, fanno parte dell’universo che abito in maniera attiva dall’istante del concepimento.

Tu, sei differente.

avverto la tua completa estraneità a questo universo, tuttavia avverto una magica affinità.

La creazione dell’universo ad opera di due universi, unire, addizionare, adesso.

Avverto in te l’altro, mi hai capito?

L’altro universo, ciò che non sarò mai, non voglio diventarlo, ho già un universo intero da conoscere in tutta la sua maestà divina e questo mi impegnerà tutta una vita, ma se c’è anche solo una possibilità che dall’unione di due si raggiunga…., che da io e te nasca il noi, insomma, mi hai capito?

parlo di super-coscienza che abita il super-universo, una sorta di inizio, che non ho idea di cosa porti, perché come sai non amo le cose che non esistono. ecco, due corpi finiti che si incontrano in un bacio, due labbra che si baciano, unico infinitesimale punto di contatto tra due coscienze che si srotolano, che si vaporizzano impregnando di se ogni recondito anfratto dell’universo che rispettivamente abitano, creando un nuovo grande essere che fonde in quello stesso istante.

E questo potrebbe essere l’Amore in azione, uno spirito santo, magari l’unico, magari il primo passo di una reazione a catena che fonde gli universi all’infinito e già io e te siamo più universi così ben amalgamati da distinguerne solo due.

Rendersi conto della mancanza di utilità, della totale mancanza di importanza di una cosa fondamentale.

è meraviglia che parola svilisce, danzante materia che emoziona

la vecchia scolaretta,

unico amore, tutte le cose a lei, tutte le cose lui dicendo.


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